sarà…

12 Dicembre 2007 3 commenti
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Ulz, Yoda e Francesco

26 Luglio 2007 5 commenti
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L’imprenditore artigiano (cosa ha fatto Apo in questi mesi parte 1)

24 Luglio 2007 7 commenti

In questi ultimi tempi ho dovuto tirar fuori parecchi documenti, pare infatti che per poter essere accettato socialmente il fatto che due persone si vogliano bene e decidano di vivere assieme occorra chiedere il permesso a tutti coloro i quali non c’entrano nulla con la tua vita (leggasi matrimonio).

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Chi non muore si rivede, dicono…

20 Luglio 2007 3 commenti

Comincio con il chiedere scusa a tutti coloro che mi hanno cercato in questi mesi, poche cose ti fanno sentire meglio daccorgersi che qualcuno ha il piacere di comunicare con te.

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Rifiatare (post intimista)

9 Marzo 2007 14 commenti


Ho sempre pensato che certe tradizioni c’è più merito nell’infrangerle che nell’osservarle.

Ho sempre pensato che se credo in certi valori, devo anche essere disposto a sopportarne i lati negativi.

Ho sempre pensato che posso fare politica ogni giorno nel mio vivere quotidiano, anche se non sono iscritto a nessun partito.

Ho sempre pensato che ogni volta che mi lamento di qualcosa, c’è sempre qualcuno che mi invidia perchè, anche se mi sto lamentando, sto in ogni caso meglio di lui.

Così ho deciso di mandare tutto a funk-oo-low

Funk al conto in banca ridotto a due cifre da parecchio, ormai
Funk alle bollette scadute e non pagate
Funk a chi mi dice “voglio lavorare in nero, così fotto allo stato anche i soldi della disoccupazione”
Funk a chi se ne fotte dei propri problemi creandone agli altri
Funk a chi si taglia le palle per far dispetto alla moglie
Funk a chi non ha altro da fare che scaricare le sue frustrazioni sul primo che incontra
Funk a chi odia Freud
Funk a chi è gay ma non lo sa
Funk a chi cerca solo il risultato senza badare al modo in cui è stato raggiunto
Funk a chi dice “io lavoro tutto il giorno” e poi passa le giornate a parlare di TV LCD e SUV
Funk a chi non fa un cazzo tutto il giorno e poi rivendica a gran voce i diritti propri e i doveri altrui
Funk Funk Funk Funk Funk Funk
Funk a chi si impone ciò che lo fa star male, dal cilicio alle cravatte, ai tacchi a spillo, alle spese folli, alle vacanze da forzato

Apo non cede, sta solo rifiatando…

Se mi accorgo le cose non vanno più per il verso giusto, ti faccio un colpo di telefono, chiunque tu sia.

Non amo gli USA, ma…

10 Febbraio 2007 4 commenti


In questi giorni di tregenda mediatica per i fatti che tutti sappiamo, ho vissuto i miei piccoli drammi, ho avuto parecchi guai sul lavoro, non so se risolti, e ho, credo, dato spessore ad una amicizia. Ma non divaghiamo.
Oggi, in serata, parlottando del mondo del calcio, ho scoperto una cosa di me stesso che mi ha stupito.
C’è una cosa in cui ammiro gli americani.
Non guardatemi male, per favore. Ho sui ciglioni la politica USA da quando sono nato (in piena guerra del Vietnam). E, comunque, non sono così fesso da colpevolizzare un popolo solo perchè è governato da farabutti.
Da quando ho fatto a pugni (avevo 16 anni) con un giovane marinaio di una nave militare USA attraccata nel porto di una città vicina alla mia li ho sempre avuti sulle palle.
Come ho sulle palle le Harley Davidson anche se amo le moto.
Come ho sulle palle Rambo, Rocky, Schwarzy, Bruce Willis e compagnia bella anche se amo il cinema.
Però, amo il basket.
Ho praticato il calcio per diversi anni, e ancora gioco quando posso.
Il basket solo un anno, alle medie, grazie ad un professore che ci insegnò i fondamentali.
Poi solo tanta TV, anche perchè in un paesino della Sicilia, chi volete che ami il Basket oltre a pochi pazzi?
L’altra sera ho ripensato alle finali NBA (il campionato professionistico americano di Basket) di qualche anno fa.
Tensione alle stelle, tutto il mondo che osservava, eppure c’era qualcosa di diverso dalla tensione del calcio nostrano.
Nel Basket USA i giocatori non protestano mai contro l’arbitro e se lo fanno viene immediatamente assegnato un tiro alla squadra avversaria.
I giocatori non simulano dolore urlando, mettendosi le mani al volto se qualcuno fa cenno di colpirli.
Quest’anno solo una volta un giocatore ha avuto un gesto violento nei confronti di un avversario ed è stato squalificato per 15 partite. L’ultimo gesto simile era accaduto nel 2004.
Perchè, mi chiedevo, negli sport americani, in una società che certamente è più violenta della nostra, non accadono certe cose?
Il fatto è che per gli americani, lo sport è solo SPORT, nient’altro.
Avranno un mare di difetti, ma in questo, almeno in questo, dovremmo prendere esempio da loro.

P.S. ho tolto l’articolo precedente sia perchè tutta la vicenda è acqua passata, sia perchè non mi sembrava carino accogliere in quel modo chi veniva a trovarmi.

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De gustibus…

17 Gennaio 2007 10 commenti


Il bello delle opinioni musicali, come delle convizioni morali, è che per quanto se ne possa parlare, ognuno alla fine si tiene le sue.
Dato che io stabilisco all’inizio dell’anno il totale dei minuti da dedicare ad ogni argomento, e l’argomento “pooh” ha già abbondantemente sforato il budget da me previsto per l’intero 2007, chiudo la questione con un salomonico “tutti i gusti sono fattacci propri”

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re: Apo e la (sua) morale

16 Gennaio 2007 7 commenti


Premesso che questo post è una risposta al post a me dedicato dall’amico ?lost_in_space_cartabaggiana?.

Premesso che non è il primo post che qualcuno mi dedica, addirittura nel titolo, e non so se esserne contento o preoccupato.

Premesso che ho avuto dediche meno aggressive, ma anche meno divertite.

Ho il dovere di precisare a Cartabaggiana, e con lui, a tutti coloro che apprezzano i Pooh (dai quali apprezzatori, a quanto pare, sono circondato) il mio pensiero in proposito.

Non ho mai detto né pensato che i Pooh non sappiano suonare, i loro concerti dimostrano le loro potenzialità.
Penso che siano tecnicamente preparatissimi, ma non ho mai usato nei loro confronti la parola ?vacui?, per il semplice motivo che non la uso MAI, giacché temo che a pronunciare tale parola mi si possa slogare la mascella.
Non penso che la loro musica sia ridicola, in quanto riconosco che il ?ridicolo? appartiene ad altri ambiti.
Ritengo, invece, spesso cadano nella banalità con melodie piuttosto scontate, sebbene ammetta che la banalità sia un concetto soggettivo e quindi è legittimo che si pensi altrimenti.
Non ho mai detto che la voce di Facchinetti sia inaudibile, per più di una ragione:
non distinguo la voce di Facchinetti dalle voci degli altri;
non conosco bene i ruoli dell’uno o dell’altro componente e l’unico nome che mi ricordo, solo perchè anomalo, è Red Canzian, del quale non ho idea se suoni le tastiere o il violoncello o i bongos.

E ribadisco quanto detto e ripetuto nell’ultima decade del secolo scorso:
riconosco che i suddetti Pooh hanno capacità tecnico-esecutive formidabili, non riesco ad apprezzarli perchè mi danno sempre l’impressione di poter fare grandissime cose ma non volerle fare per mere ragioni economiche.
Un po’ come un grande atleta che vince facile grazie alle doti superiori che madre natura gli ha dato, ma che non si impegna a fondo negli allenamenti.
Io continuo a preferire i mediani che non hanno tocco di palla ma hanno tanto fiato, quelli che suonano male ma ci mettono il cuore.
Quelli che hanno metà del talento altrui, ma lo tirano fuori tutto e magari riescono a superare chi ha il doppio del loro talento ma ne tira fuori meno della metà.
E ammiro oltre ogni limite chi ha tanto talento e fa di tutto per tirarlo fuori e si impegna per andare sempre OLTRE, per superare nuove barriere.

Ecco perchè preferisco i Nirvana e i Velvet Underground ai Pooh;
Ecco perchè preferisco Oriali a Cassano;
Ecco perchè preferisco Cecco Angiolieri a Petrarca.
Ecco perchè preferisco Marquez a Wilbur Smith.

E ammiro Paolo Conte: se avesse pensato alle vendite, avrebbe scritto ben poche canzoni;
E ammiro Crujiff: ha rotto ogni regola giocando in difesa e in attacco contemporaneamente;
E ammiro Jordan: si allenava sempre due ore più degli altri;
E ammiro Dante, sebbene se non si fosse messo in testa di costruire una lingua nuova, probabilmente in Italia parleremmo tutti il siciliano.

P.S.
Che ti abbia rotto i coglioni, non è una cosa che mi giunge nuova. Del resto rompere i suddetti è la cosa che so fare meglio, ed è giusto, per coerenza, che sfrutti a fondo il mio talento senza tentennamenti.

P.S.P.S.
Non capisco, sinceramente, cosa c’entrino la morale e i moralismi con i Pooh. I gusti musicali non possono essere altro che ?amorali?.

(nella foto: un Pooh circondato dai suoi amici)

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Ho deciso: faccio OUTING!

14 Gennaio 2007 7 commenti


Quando un amico, anzi più di uno, ti rimprovera in modo perentorio, che non ammette repliche, usando la parola VERGOGNA! e tu sai che ha perfettamente ragione, non puoi far altro che ammettere di vergognarti.
E’ vero, mi vergogno di aver creduto per anni che Carl Palmer (grande batterista), e Robert Palmer (buon cantante glam) fossero la stessa persona. Ma a mia, insufficiente, attenuante, ricordo che è già accaduto che un grande batterista diventi un pessimo cantante (Phil Collins vi dice niente?).
E’ vero, altresì, che il mio errore è grave.
E così ho deciso, a scanso di ulteriori crisi esistenziali, d’identità, congiunturali e quant’altro si voglia aggiungere, di elencare TUTTE le cose di cui mi vergogno:

- mi vergogno di aver creduto, all?età di sette anni, di aver creato un?alternativa credibile alla ?Coca Cola?, mischiando acqua, ovomaltina e citrosodina;
- mi vergogno di aver perso a poker, all?età di quindici anni una cifra spropositata, e di essermene andato a lavorare di nascosto dai miei, per racimolare la cifra necessaria a pagare il debito di gioco;
- mi vergogno di avere i capelli bianchi di un cinquantenne, la curiosità di un bimbo di tre anni, l?entusiasmo e la voglia di sognare di un sedicenne, e nessuna tra le età citate che corrisponda a quella reale;
- mi vergogno di non aver mai visto ?Via col Vento? e non aver nessuna voglia di vederlo;
- mi vergogno di aver creduto che il calcio fosse una cosa pulita;
- mi vergogno di aver suggerito, più di venti anni fa, ad un amico che mi chiedeva se era vero che mischiando l?aspirina con la ?coca cola? si otteneva una bevanda allucinogena, di provare con con il chinotto e la Vivin C, convincendolo che i risultati sarebbero stati incredibili;
- mi vergogno di essere conterraneo della maggioranza dei Siciliani;
- mi vergogno di essere uno dei pochi, tra le persone che conosco, a non essere mai andato con una prostituta, anzi, non me ne vergogno affatto;
- mi vergogno di aver venduto, ad un concerto Heavy Metal a Modena, parecchio tempo addietro, a due ragazzini fasci, un cannone fatto con il tabacco di due MS, per il prezzo di £ 50.000 (?Compà, credimi, è grandioso, l?effetto lo senti dopo un po? di tempo, non subito come il fumo normale?);
- mi vergogno di non aver mai usato la parola ?bugigattolo?;
- mi vergogno di non aver più giocato a poker per denaro, dall?età di quindici anni;
- mi vergogno di aver visto circa 150 volte ?The Blues Brothers? e altrettante ?Frankenstein Junior?
- mi vergogno di essere ancora in grado di emozionarmi per lo sport anche se so benissimo che comunque finiscano le partite, non cambia di una virgola la mia vita;
- mi vergogno di avere ancora tante cose da scrivere ma, per il momento chiudo qui il mio elenco.

Con sincera vergogna

Vostro APO

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Un negozio da svuotare ed un prete che si confessa.

6 Gennaio 2007 13 commenti


Mio zio ha chiuso.
Non è una metafora, ha chiuso davvero la bottega che ha gestito per 30 anni. I figli lavorano fuori dalla Sicilia, e lui ha deciso da andare in pensione.
Così in questi giorni gli ho dato una mano a smontare scaffali, spostare attrezzature, banconi e tutto.
Ieri abbiamo cominciato presto, alle 7:00 già al lavoro, così in giornata avremmo finito.
Alle 10:30, pausa caffè e una visita, Padre C. Il parroco del mio paesello, nonchè cugino di mia madre e mio zio, da sempre molto legato a tutta la famiglia di mia madre.
Si siede un attimo, prende un caffè con noi, parla con mio zio dei bei tempi andati e di quando lo vide partire per la Germania ancora ragazzino, nei primi anni 60, mentre lui era già prete da diversi anni. Di quando lo vide ritornare e aprirsi quella bottega che oggi, senza malinconia, chiudeva.
Padre C. ha una storia particolare, diventato prete tra gli anni 50 e 60, fece subito carriera e occupava un posto rilevante in curia. Poi, a fine anni 60, qualcosa, non abbiamo mai saputo cosa, non deve essere andata per il verso giusto. Così venne spedito a fare il parroco in un paesino delle montagne sicule, dopo tre diversi incarichi, sempre più sperduti, finalmente ormai anziano, riportato al suo paese d’origine.
Prima di andarsene mi fa:
- E’ da un po’ che non ti vedo in chiesa, come mai?
Lì per lì la cosa mi ha dato un po’ fastidio, poi un po’ per il mio carattere impulsivo e un po’ per la confidenza da “parente” rispondo secco:
- Sono diventato ateo.
Il tono che mi è venuto fuori è stato quello di uno che si scusa di qualcosa, e non mi è piaciuto, stavo per aggiungere altro e lui mi gela:
- Lo sei sempre stato. Anche se speravo non te ne accorgessi.
La sua frase mi ha spiazzato al punto tale che sono rimasto con un’espressione idiota.
- Come fai a dirlo? (gli ho sempre dato del tu, considerandolo uno zio aggiunto)
Ridendo, mi fa: – A sette anni ti sei rifiutato categoricamente di fare il chierichetto (vero, cominciai ad urlare finchè mia madre, con sommo dispiacere, desistette dal tentativo di farmi indossare la tonaca).
- E questo basta? Mi sembra poco per…
- No, parlando seriamente, hai sempre fatto ragionamenti da ateo, solo che dovevi arrivare ad avere parecchi capelli bianchi per maturarlo (vero anche questo, sopratutto i capelli).
Vedi, quello che ci viene insegnato da piccoli, mette radici profonde ma se il terreno è inadatto, la pianta prima o poi muore. Ti dico solo di lasciare aperta però la porta del dubbio, io l’ho aperta per la prima volta alla tua età.
Sentirsi dire certe cose da un prete ultra70enne, dopo aver fatto professione di ateismo, ha stimolato tutte le curiosità che un rompiballe come me possa concepire.
- Che vuoi dire? Ti va di raccontarmi?
- Solo un cenno, il resto lo tengo per me.

Mi raccontò di quando conobbe mio nonno paterno (sulla cui vita ho scritto un post tempo fa), prima del matrimonio di sua cugina (mia madre), era segretario del vescovo e gli avevano fatto notare che quel matrimonio aveva elementi sconvenienti. Così, giusto per mettere le cose in chiaro, un giorno se lo chiamò a parte e gli disse:
- Si ricordi che lei, in quanto comunista, è scomunicato e non potrebbe nemmeno mettere piede in chiesa, neanche se è il matrimonio di suo figlio. Però, siccome voglio bene ai miei zii e a mia cugina, farò finta di non vederla, la prego solo di non dare scandalo.
Mio nonno accennò un sorriso bonario e gli disse:
- Sono comunista, è vero, quindi preghi per me.
Affinchè lo diventi ancora di più, magari almeno quanto dovreste esserlo voi cristiani, stando a quanto si legge nei vangeli.
In quanto agli scandali, non ne abbia paura. Anzi, ne scateni lei, padre, ne scateni più che può.
Il dialogo proseguì a lungo, ma non mi ha raccontato tutto ciò che si dissero.

- E…in conclusione?
- Diciamo che ho avuto il dubbio che tuo nonno avesse qualche ragione. Adesso basta che dovete tornare a lavorare.

Sentire questa storia di mio nonno a più di 30 anni dalla sua morte, mi ha emozionato. E credo proprio che se Padre C. non ha fatto una gran carriera ecclesiastica qualche colpa (o merito?) ce l’ha anche mio nonno.